Kalemana Festival. Nutrire la felicità. La ricetta di Richard Romagnoli

di Rosalia Imperato

Viaggiando tra un boccone e l’altro noi di Morsi Magazine abbiamo compreso bene che il cibo non è mai solo un cibo… è rito, emozione, felicità primordiale.

Ma cosa succede quando il concetto di nutrimento si spoglia del piatto? 

Succede che sul palco del Kalemana Festival sale Richard Romagnoli e le nostre nozioni sul mangiar bene si allargano fino a toccare corde che credevamo dimenticate. 

Romagnoli ha portato su quel palco una verità tanto semplice quanto potente: la felicità si allena attraverso ciò con cui decidiamo di nutrirci ogni singolo giorno… non solo a tavola.

“Quello che mangiamo diventa non soltanto qualche cosa che poi il corpo assimila, ma in forma sottile – di energia, di Prana – diventa una forma pensiero, quella che ci permette poi di essere ciò che noi siamo.” 

“Il cibo non è soltanto quello che scegliamo di mettere sul nostro piatto e portare alla bocca – è una scelta importante -, ma il cibo sappiamo che è tutto ciò che noi ascoltiamo, il cibo è tutto ciò che ci nutre multisensorialmente… me lo avete dimostrato esattamente in questo momento, mentre vi vedevo, vi osservavo nel vostro flow, anche quello ha nutrito le vostre emozioni. Anche le persone che decidete di incontrare, di frequentare, con le quali collaborare, con le quali magari creare una parte della vostra famiglia o per qualcuno di voi la vostra attività, il vostro business… anche quello nutre in maniera impattante la vostra vita.”

“E dove ci porta tutto questo… alle scelte quotidiane. Le scelte più piccole, quelle che appaiono insignificanti, sono le più potenti perché diventano parti di noi, nutrono ciò che noi siamo.”

Di cosa ci nutriamo dunque quando non mangiamo?

Siamo quello che mangiamo, diceva il piccolo Remy in Ratatouille.

Ma la provocazione che arriva da Romagnoli va oltre: di cosa nutrite la vostra mente? Di cosa nutrite i vostri pensieri?

Il vero nutrimento – quello capace di cambiare la chimica del nostro corpo e la qualità della nostra vita – secondo Romagnoli passa da tre ingredienti fondamentali che non troverete in nessuna bottega enagastronomica, ma che tutti abbiamo in dispensa.

  • La risata incondizionata. Un cibo dell’anima che non ha bisogno di motivi per essere consumato. Ridere scardina il giudizio, attiva le molecole del benessere e ci restituisce alla nostra parte più autentica. È la scarica di adrenalina pulita di cui il cuore ha fame.
  • Il respiro consapevole. Il primo vero boccone di vita. Respirare a fondo significa fare spazio, ossigenare le cellule e placare il caos quotidiano.
  • Il rilassamento profondo. Un vero e proprio gesto d’amore verso se stessi. In un mondo che ci vuole costantemente in tensione fermarsi anche solo dieci minuti al giorno è l’equivalente di un brodo primordiale per il sistema nervoso: riequilibra, centra e rigenera.

La cucina energetica di Romagnoli

Al Kalemana Festival, Richard Romagnoli ci ha ricordato che il corpo, la mente e il cuore vanno preparati a ricevere nuova energia proprio come si prepara il palato prima di un grande percorso enogastronomico.

Non ci sono ricette magiche o ingredienti esotici da scovare dall’altra parte del mondo… c’è la consapevolezza che ogni pensiero che mastichiamo, ogni emozione che mandiamo giù e ogni respiro che tratteniamo definiscono la nostra fame di vita.

E dunque la prossima volta che ci sediamo a tavola per goderci un buon piatto, facciamo un piccolo check dentro di noi: scegliamo con cura i nostri pensieri, coltiviamo la gratitudine e – se possiamo – mettiamoci in mezzo una sana, rumorosa risata.

Perché la felicità alla fine è solo un’abitudine che va allenata a morsi.

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