Salone OFF. B-Eat Cool, B-Eat Funk!

di Rosalia Imperato Immagini Fabio Recrosio

B-Eat Cool, B-Eat Funk!: questo il claim della II edizione di Salone OFF – Tutto quello che accade fuori dai saloni torinesi.

Salone OFF è muovere con gusto Torino durante i grandi eventi che animano la città.
Una serie di appuntamenti diffusi di piccole e medie attività del settore food & wine a corredo delle principali manifestazioni artistiche e culturali della capitale sabauda.

Belle e buone realtà enogastronomiche si mettono in gioco realizzando prelibatezze lasciandosi ispirare dagli eventi che di volta in volta ravvivano Torino.

Durante i giorni del Torino Jazz Festival le attività selezionate proporranno ai commensali che si siederanno ai loro tavoli succulenti e deliziosi piatti Limited Edition ispirati dalla viscerale forza espressiva del jazz.

Un’occasione per scoprire e lasciarsi conquistare dalle noti suadenti del jazz e dalla buona cucina.

Costardi Bros Chef Guest di Salone OFF

Novità di questa edizione di Salone OFF è la partecipazione di uno Chef Guest che ha creduto nel progetto e alla sua valenza culturale per la città di Torino. 

Uno Chef Guest che non solo faccia da traino alla manifestazione e alle attività coinvolte, ma che possa essere da esempio per le nuove generazioni che muovono i primi passi nell’affascinante ma alquanto complesso mondo della ristorazione.

Chef Guest della II edizione di Salone OFF sono i Costardi Bros.

Uno dei miei tratti caratteriali distintivi è sicuramente l’istintività – racconta Christian Costardie mi sono sin da subito appassionato al progetto e al team senza pensarci troppo, soprattutto per il suo eco culturale nella città di Torino.

Per Salone OFF i Costardi Bros hanno realizzato al ristorante Scat_to: Ostrica e mela.

L’idea è stata quella di creare una base di riso molto saporita – frutto della tostatura a secco, della cottura con acqua delle ostriche, nonché di queste ultime in diverse consistenze, dell’utilizzo di un burro di mare e infine dell’olio all’aglio orsino per incrementare ulteriormente la percezione dell’ostrica e del profumo e del sapore di mare in bocca – su cui poi andare a formare il piatto.

Ostrica e mela non è un primo piatto, non è un antipasto e neppure un secondo. Non è assimilabile in una categoria ben definita. È la jam session libera da vincoli dei Costardi Bros. 

Siamo partiti dall’ostrica per andare a cercare di raccontare la profondità della musica jazz. Siamo partiti da unidea di quel che poteva essere il piatto, ma così come il jazz è nato poi con un pò dimprovvisazione. Ostrica e mela è una continua jam session, un concerto jazz che può modificarsi e cambiare più e più volte nel tempo.”

Un modo dunque per portare il riso al di fuori della connotazione classica che è quella del primo piatto, “ma sopratutto – conclude Costardiper dare al riso l’essenza jazz che ci piaceva trovare in questo tipo di evento, quindi il riso come base musicale su cui poi andare a costruire tutte le jam session e i divertimenti che vogliamo. L’unico elemento certo: l’ostrica con la mela a dare il ritmo al palato con acidità.

Tutte le proposte di Salone OFF

Un incontro di amorosi sensi a ritmo jazz, così è possibile definire La La Land, la pizza di Farinascere per Salone OFF

Una serie di singole note capace di creare un insieme musicale davvero gustoso: crema di asparagi, burrata stracciata, guanciale croccante, pomodorini e erba cipollina.

Gombo Jazz, la nuova pizza in Limited Edition firmata Favurì, strizza l’occhio ai sapori della cucina creola della Louisiana. 

Combinando ingredienti nostrani il giovane e talentoso pizzaiolo Francesco De Rosa propone un’inedita pizza gourmet dai forti sentori creoli: crema di asparagi aromatizzata con spezie creole, gamberi marinati in lemon grass e maionese leggera al sedano.

Un chiaro richiamo al proibizionismo per Louis Armstrong, il burger creato da Hambre Burger per Salone OFF edizione Torino Jazz Festival. 

Louis Armstrong unisce in modo equilibrato e armonioso elementi poveri come il pollo a ingredienti più ricercati – e a suo tempo proibiti – come il whisky che va ad aromatizzare la salsa barbecue. 

A completare il burger: cetriolo marinato home made, insalatina e cipolla disidrata e croccante.

Il jazz è la rivolta dellemozione contro la repressione, così scriveva Joel Agustus Roger. Allo stesso modo creare Collective Improvisation è stato per Matteo del Peschio e lo chef Timoteo Recchi di Passaparola Bottega Contemporanea un processo di liberazione dalla routine del lavoro. 

12 ingredienti, per richiamare le 12 battute del blues, – salsiccia di Bra, fassona piemontese, Crema di tomino Pat, blu del Moncenisio, nocciola tonda piemontese Igp, pistacchio di Bronte Dop, perlage di tartufo nero, confettura di pomodoro ciliegino, crema di peperone caramellato, topinambur croccante, cipolla di Giarratana in agrodolce, avocado – che si mescoleranno di volta in volta al ritmo jazz lasciando che il sentimento predomini sulla ragione. 

Un cucinare in maniera inconscia improvvisando un concerto di gusti.

Si chiama Jam Session la nuova piadina che potrete assaggiare durante i giorni di Salone OFF da Piadora. 

Il gusto agrodolce del jazz racchiusi in una piadina: brie, prosciutto crudo, marmellata – jam in inglese – di fichi e insalata.

Punta sui forti contrasti musicali del jazz il bao realizzato da Seta in Limited Edition.

Bao Bao Jazz infatti gioca con le noti dolci del chutney di papaya, cipolla, lamponi e spezie mettendolo in contrasto con l’acidità – uno dei gusti più jazz – delle carote fermentate e del kefir di latte. A completare: la nocciola per un ulteriore gioco di consistenze.

Si diverte a giocare con il nome di uno dei più grandi artisti dalla musica jazz – Louis Armstrong – la nuova pizza creata per il Salone OFF da Uào. 

Sapori forti e decisi dunque per Louis Ham-Strong: pomodoro, prosciutto cotto artigianale, nduja di Spilinga e fuori cottura mousse di ricotta di bufala Campana Dop e salsa alla nduja di Spilinga.

Prende a prestito il nome dei panini di strada mangiati dai giovani e poveri lavoratori delle piantagioni della Louisiana, Po’ Boy – da poor boy (ragazzo povero) in slang po’ boy appunto – il panino in Limited Edition pensato da Van Ver Burger, il food truck di burger artigianali 100% plant-based. 

Un panino dal giusto sound: straccetti di planted chicken marinati con senape, cipolle, aglio e succo di limone arrostiti al forno con okra saltata e stufata con pomodorini e peperoni verdi dolci, maionese e insalatina.

Dall’incontro tra l’anima black dei tipici caffè di New Orleans e i profumi e i sapori delle terre sabaude nasce Dark Note, il nuovo gelato di capra ideato da Via Trento Gelato & Caffè per questa edizione di Salone OFF. 

Un gelato al cioccolato fondente al 70% monorigine Madagascar variegato con riduzione al caffè e bacio di dama.

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