
di Gianluca Rattalino
Un momento in cui il mondo accetta di essere eccesso, zucchero, frittura e leggerezza… questo è il Carnevale. E i dolci che lo abitano sono piccoli golosi atti di ribellione. Proprio per questo chiedono compagni di bevuta capaci di dialogare. L’abbinamento è conversazione.
Cosa bere con i fritti di Carnevale
Abbinare i dolci di Carnevale dunque significa decidere che tipo di dialogo vogliamo instaurare. Possiamo assecondarlo, contrastarlo, comprenderlo. Perché in fondo il Carnevale, come il gusto, è una filosofia travestita.
Le chiacchiere – sottili e fragili come promesse dette sottovoce – cercano compagni che sappiano accarezzarle come il Moscato d’Asti Docg Vietti, un vino dolce e delicato con una bella acidità, buon equilibrio e piacevole complessità. La sua dolcezza ariosa, non invade, ascolta: è l’abbinamento della leggerezza consapevole, di chi sa che la grazia sta nell’equilibrio. O amano la compagnia di un distillato secco e limpido come la grappa Monovitigno Picolit Cru The Legendary Grappa Nonino, quasi austera. Perché a volte il compito del bicchiere non è aggiungere, ma togliere: pulire il palato, fare spazio, preparare al morso successivo.
Le castagnole – rotonde, piene, quasi infantili nella loro gioia – vogliono qualcosa di più avvolgente, un seducente passito come il Bukkuram Sole d’Agosto Passito di Pantelleria Doc Marco De Bartoli, capace di dialogare con la loro struttura morbida e agrumata amplificandone la rotondità. Qui l’incontro è risonanza: dolcezza che incontra dolcezza, densità che riconosce densità. È l’abbraccio tra simili che non si stancano mai di somigliarsi.
Con le frittelle serve un gesto di pensiero: un amaro alle erbe, servito freddo, capace di ripulire il palato e restituire nitidezza. L’Amaro dell’Erborista Varnelli dal 1868, con il suo profilo balsamico e rigoroso, svolge questo ruolo come un critico elegante: non interrompe il discorso, lo chiarisce. Non è opposizione, ma dialettica, dolce e amaro che si interrogano come due filosofi antichi.
Alle zeppole – più carnali, più voluttuose – si addice un rosolio antico come Italicus Rosolio di Bergamotto, un liquore dai profumi delicati e suadenti capaci di riportare alla mente i sentori che si respirano passeggiando tra gli agrumeti baciati dal caldo sole mediterraneo. Il sorso deve ricordare che ogni dolcezza autentica ha sempre una vena luminosa.
Credits immagini: CoffeeAndLucas / MyMediaStudio