Roma. Mahalo – South Pacific Fine Food. Un angolo di Hawaii nel cuore di Roma

Tutto ha origine da una parola: Mahalo.

Nella cultura hawaiana le parole possiedono un potente Mana, una forte energia spirituale o divina, tra queste Mahalo e Aloha sono le più sacre e potenti, perché rappresentano i valori fondamentali di questa cultura. Secondo le popolazioni hawaiane l’uso costante di queste parole migliora la propria vita, la rende più positiva e recettiva alla bellezza.

Mahalo nello specifico ha un significato complesso: apprezzamento, ringraziamento, gratitudine come stile di vita, essere grati ogni giorno per le ricchezze che si possiedono e che rendono la vita così preziosa.

Un’attitudine alla vita più che una semplice parola, che racchiude ciò che c’è dietro alla filosofia di Mahalo – South Pacific Fine Food: gratitudine per il buon cibo e per la sua condivisione nonché per i momenti che tutto questo dona.

Entrando da Mahalo vi sembrerà di immergervi in una serra tropicale nel pieno centro della foresta alle pendici del vulcano Kīlauea. Una vegetazione dirompente che si fa largo tra i vetri e inonda un ambiente caldo e accogliente predominato da colori e forme che ricordano l’Oceano Pacifico.

Il menu è piacevole, divertente e stuzzicante: la giovane chef Agustina Clara Mazzetti è partita dalle migliori ricette delle isole Hawaii per poi rielaborarle e contaminarle con ingredienti e lavorazioni di tutte le isole del Sud Pacifico.

Un’esperienza gastronomica inusuale che può iniziare con il poe poe, deliziose polpette fritte di tonno, ananas, patata dolce e cipollotto impanate nel panko e servite con salsa di mango, l’opae taco, taco con gamberi fritti e insalata tropicale speziata e uno dei poke, classica insalata di cubetti di pesce crudo macerati con ingredienti come olio di sesamo, salsa di soia, cipolla tritata o erba cipollina. Particolarmente delizioso il nioi poke con riso, salmone e tonno marinati, avocado, spicy mayo, uova di pesce volante, cipollotto, alga nori croccante, sesamo e wakame. Molto interessante la versione vegetariana: l’oma rice poke con riso, patata dolce, carota, avocado, cetriolo, radice di loto, cipollotto, sesamo tostato e salsa ponzu-lime.

Si può poi proseguire con la Tahiti soup, una piacevole zuppa di gamberi con latte di cocco, rhum e curry.

Per passare poi alla colorata e variegata list