
di Gianluca Rattalino
Torino non ti parla addosso. Ti lascia fare. Il vino, qui, funziona allo stesso modo: entra piano, resta a lungo.
Ecco gli indirizzi a Torino dove bere buon vino a Torino. Luoghi dove il vino non è un accessorio, ma parte di un modo di stare, pensare, passare il tempo.

Da Orma Vini il vino viene raccontato con misura. Non un oggetto da esibire, ma un qualcosa che accompagna il momento. Si parla di sensazioni, di equilibrio, di come una bottiglia possa stare bene senza farsi notare troppo. La carta vini non è un complemento dell’esperienza, ma il suo vero asse narrativo. Non si presenta come un catalogo da consultare in fretta, bensì come una mappa da attraversare con attenzione, lasciando che siano le bottiglie a suggerire il percorso. È una carta ampia, articolata, costruita attorno a una visione chiara: vini artigianali, identitari, legati a un’idea agricola. La Francia occupa un ruolo centrale e strutturante. La Loira, il Jura, il Beaujolais e l’Alsazia disegnano una dorsale fatta di chenin vibranti, bianchi ossidativi, rossi sottili e profondi, gamay sinceri, mai semplificati. Anche lo Champagne segue questa linea: vigneron indipendenti, spesso a basso dosaggio o non dosati, lontani dall’idea di lusso e più vicini a quella di vino agricolo, espressivo, territoriale. Il Piemonte è presente senza mai essere celebrativo. Langhe, Monferrato e Alto Piemonte compaiono attraverso produttori indipendenti con interpretazioni asciutte, spesso tese, lontane da letture accomodanti. Barbera, Nebbiolo e vitigni storici trovano spazio in versioni che privilegiano bevibilità, precisione e aderenza al suolo, più che potenza o riconoscibilità immediata. La carta si apre poi a molte altre provenienze italiane: Liguria, Emilia, Abruzzo, Campania, Sicilia. Vini di mare e di montagna, macerati, rifermentati, bianchi salini e rossi leggeri ma stratificati. Le bollicine non sono una sezione separata, ma una naturale estensione della selezione: frizzanti vivi, diretti, pensati per il tavolo e per la conversazione. Orma non ambisce a una carta enciclopedica, ma a una selezione posizionata. Una carta che riflette una visione precisa del bere contemporaneo: il vino come atto culturale. Bere qui significa entrare in relazione con ciò che c’è nel bicchiere e con ciò che rappresenta. Non per cercare conferme, ma per affinare lo sguardo e il gusto. Orma. Via Sant’Ottavio, 52d – 10124 Torino. Tel. +39 0110567367.
Da Sorso poche parole, ma precise. Si parla di bevibilità, di immediatezza, di come certe bottiglie funzionino perché non chiedono nulla in cambio. Il vino viene descritto come un gesto quotidiano. Qualcosa che deve stare dentro la serata, non sopra. Da Sorso la carta vini non cerca l’estremismo, ma lavora sulla misura, sull’equilibrio tra ricerca e piacere, tra curiosità e accessibilità. Qui la selezione è costruita con attenzione, senza sovrapposizioni inutili. L’Italia è centrale e raccontata attraverso territori solidi: Piemonte, Veneto, Toscana, ma anche Sud e isole, con produttori che lavorano in modo rispettoso, spesso artigianale, senza però rinunciare a una certa precisione stilistica. Sono bottiglie che sanno stare al tavolo, che non chiedono spiegazioni lunghe per essere comprese. Il Piemonte emerge con una presenza coerente e ben distribuita: bianchi freschi e scorrevoli, rossi che puntano più sull’eleganza che sulla struttura, interpretazioni pulite di vitigni storici. Non è una carta che cerca la rarità come valore in sé, ma la coerenza del sorso, la continuità tra bicchiere e piatto, tra prima e dopo. Accanto all’Italia, la Francia entra con discrezione. Qualche riferimento mirato, scelto per affinità. La carta non rincorre etichette iconiche, ma produttori affidabili, capaci di garantire identità e bevibilità. Il servizio al calice è ben calibrato. Permette di muoversi con libertà, di costruire un percorso senza rigidità, di tornare su un vino già conosciuto o di provare qualcosa di nuovo. Una carta pensata per chi ama il vino come parte integrante dell’esperienza gastronomica e sociale. Sorso. Via S.Massimo, 42 – Torino. Tel. +39 3517853021.

Il vino da Piattini Caffè Vini è sempre legato al contesto. Si parla di abbinamenti come di equilibri, di come una bottiglia possa sostenere un piatto senza rubargli la scena. Il discorso è fluido, rassicurante. Qui la carta vini è pensata come un’estensione naturale della cucina, deve accompagnare. È una carta che ragiona per equilibrio, per incastri sottili, per coerenza. Il vino da Piattini Caffè Vini non chiede attenzione esclusiva, ma entra in scena con discrezione, diventando parte di un gesto più ampio. La selezione privilegia l’Italia, raccontata attraverso produttori affidabili e riconoscibili, spesso artigianali, scelti per la loro capacità di offrire vini puliti, diretti. È una carta che non rinuncia alla qualità, ma evita il tecnicismo e l’ostentazione. Il Piemonte ha un ruolo centrale, naturale, quasi domestico. Bianchi freschi e verticali, rossi scorrevoli, interpretazioni che puntano più sull’armonia che sulla forza. Accanto, altre regioni italiane costruiscono una geografia equilibrata: vini che funzionano al calice, che reggono il ritmo del pranzo come quello dell’aperitivo, che non stancano e non distraggono. La Francia compare con misura, come controcanto più che come protagonista. Poche scelte mirate, coerenti con lo stile del locale, capaci di dialogare con i piatti. Non c’è ricerca dell’etichetta iconica, ma attenzione alla bevibilità. Piattini Caffè Vini non propone una carta concettuale, ma una carta funzionale nel senso più alto del termine. Funzionale alla convivialità, alla frequenza, alla voglia di tornare. È un modo di bere che non cerca di educare, ma finisce per farlo comunque, attraverso la costanza, la qualità silenziosa, la misura. Piattini Caffè Vini. Via Corte d’Appello, 9a – Torino. Tel. +39 3313843390.
Da Contesto Alimentare il vino è parte di una narrazione più ampia. Si parla di territorio, di scelte, di responsabilità, ma il tutto narrato con tono leggero. Qui il potenziale è nel far passare concetti complessi senza sforzo, senza appesantire l’esperienza. La carta vini è una presa di posizione chiara, coerente, senza ambiguità. Non nasce per completare la cucina, ma per camminarle accanto condividendone lo stesso pensiero di fondo: stagionalità, materia prima, rispetto del gesto agricolo. Qui il vino non è parte del discorso. La selezione guarda con decisione al mondo dei vini artigianali e naturali – italiani e francesi – scegliendo produttori che lavorano con rigore e senza compromessi. Ogni bottiglia ha qualcosa da dire, perché è leggibile, perché mantiene una tensione viva tra territorio e interpretazione. Il Piemonte è presente in modo profondo. Vini che parlano di colline, di vigne vecchie, di mani esperte. Bianchi spesso affilati, rossi che rinunciano alla sovrastruttura per privilegiare energia e precisione. La Francia entra attraverso territori che condividono la stessa sensibilità agricola: Loira, Jura. Vini vivi, talvolta spigolosi, sempre sinceri. La carta cambia continuamente, segue il ritmo delle stagioni e delle disponibilità dei vignaioli. Non è mai definitiva. Il servizio al calice è centrale e ragionato pensato per accompagnare i piatti e per stimolare un dialogo continuo tra cucina e bicchiere. Gli abbinamenti non cercano l’armonia perfetta, ma l’aderenza. Il vino non copre, sostiene. Non addolcisce, chiarisce. Diventa uno strumento di lettura del piatto. Contesto Alimentare. Via Accademia Albertina, 21e. Torino. Tel. +39 0118178698.

Cou Cou – Miscela Stappa Spadella racconta il vino con leggerezza, ma senza superficialità. Il discorso gira intorno alle persone, alle serate… il vino è un mezzo per stare insieme. Si parla di bottiglie accessibili, di curiosità, di come il vino possa essere democratico senza perdere identità. Il potenziale è tutto nell’energia. Nel rendere il vino un linguaggio condiviso, non un codice esclusivo. Da Cou Cou – Miscela Stappa Spadella la carta vini racconta la libertà di chi non ha bisogno di assomigliare a qualcos’altro. La carta parla francese con scelte misurate e contemporanee. Non punta alla quantità. È asciutta, ragionata, costruita per funzionare subito e cambiare spesso. Una selezione viva, mobile, curiosa, mai irrigidita in una formula. Niente monumentalità, niente nostalgia. Solo vini coerenti con l’idea del luogo. Cou Cou – Miscela Stappa Spadella non cerca di insegnare nulla. Non ti mette alla prova, non ti chiede di scegliere bene. Ti invita semplicemente a bere, a fidarti, a lasciarti guidare da una selezione che nasce dal gusto personale, non da un posizionamento strategico. Ed è proprio questo che la rende credibile. In una Torino del vino sempre più consapevole e strutturata, Cou Cou – Miscela Stappa Spadella rappresenta una boccata d’aria fresca. Un luogo giovane che non rincorre modelli, ma costruisce il proprio linguaggio un sorso alla volta. Cou Cou – Miscela Stappa Spadella. Via Carlo Ignazio Giulio, 2g – Torino. Tel. +39 01118837059.
Al Caffè dell’Orologio il vino parla sottovoce. Fa parte del luogo, della sua storia, delle persone che lo vivono. Si parla poco di tendenze, molto di abitudini. Di bottiglie che tornano, di gusti che si consolidano. Il potenziale è nel bere bene senza doverlo dichiarare. Qui il vino entra in un tempo diverso. Non è quello della scoperta né quello della sperimentazione continua, ma il tempo lungo dell’abitudine consapevole, della misura, della fiducia. La carta vini dunque non cerca di stupire, ma di restare. La selezione è sobria, solida, pensata per accompagnare un’assidua frequentazione. L’Italia è centrale con una predilezione per vini leggibili, ben fatti, coerenti con una cucina essenziale e con un’idea di convivialità rilassata. Non ci sono scelte gridate né derive ideologiche: ogni bottiglia è lì perché funziona, perché regge il ritmo del locale e il passare delle ore. Il Piemonte emerge con naturalezza, senza enfasi. Bianchi lineari, rossi equilibrati, interpretazioni che privilegiano l’armonia più che l’esibizione. Completano la carta vini di altre regioni affidabili, capaci di parlare a un pubblico ampio senza perdere dignità espressiva. La Francia compare con discrezione, come riferimento classico, mai dominante. Caffè dell’orologio. Via Oddino Morgari, 16 – Torino. Tel. +39 0112644254.
